Problemi di Coppia

Problemi di Coppia

“Tutte le famiglie felici si somigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”

Lev Tolstoj, Anna Karenina

La coppia sta affrontando attualmente una fase di profondo cambiamento dal punto di vista sociale e, conseguentemente, da quello relazionale, sia in termini di riorganizzazione dei ruoli reciproci per far fronte ai cambiamenti della quotidianità, sia di relazione con il contesto, in costante mutamento. Ogni coppia attraversa, nelle diverse fasi di vita, momenti di vulnerabilità a cui, nella maggior parte dei casi, risponde autonomamente in modo funzionale; è tuttavia possibile che, per diverse ragioni, incontri un ostacolo che non è in grado di superare o che lascia strascichi che generano sofferenza. L’analisi delle cause del disagio, compito spesso complicato se svolto esclusivamente dall’interno della coppia stessa (perché lo si fa da un punto di vista inevitabilmente parziale), è un passaggio imprescindibile nell’identificazione degli elementi su cui intervenire per sbloccare il momento di impasse e recuperare un livello soddisfacente di funzionamento del sistema.

Senza pretesa di esaurire le diverse possibilità di difficoltà di coppia, può essere utile fare una distunzione tra tre tipologie di crisi:

Strutturale: si presenta nei casi in cui le difficoltà della coppia sono riconducibili a specifiche caratteristiche o modalità di relazione dei soggetti piuttosto che ad eventi esterni o a momenti di vita. Ad esempio la difficoltà di uno o di entrambi i membri a sopperire a bisogni dell’altro a causa della difficoltà di scendere a patti con un’immagine del coniuge che non corrisponde a quella che aveva in mente, oppure il manifestarsi in modo dirompente di problematiche che erano state, volontariamente o meno, messe in secondo piano per molto tempo. La crisi strutturale affonda le sue radici in problematiche personali e relazionali, che hanno un impatto importante sul sistema coppia fino a bloccarne le potenzialità evolutive.

Evolutivo: si verifica quando la coppia ha vissuto un’intesa funzionale e un’organizzazione del sistema soddisfacente che sono tuttavia venute meno in corrispondenza di passaggi evolutivi determinanti, quali la nascita dei figli, un trasferimento o la scomparsa dei genitori. Tale crisi può determinare nella coppia l’impossibilità di reperire risorse interne adeguate per affrontare la situazione e rischia di inibire, perlomeno temporaneamente, capacità funzionali in precedenza consolidate. Esempi di crisi evolutiva possono essere la difficoltà di reinvestire nella relazione con il partner dopo l’uscita di casa di un figlio o l’incapacità di riconoscere al partner il sostegno di cui necessita in un momento stressante (anche positivo), ad esempio una promozione lavorativa; ancora, è possibile che un adulto, arrivato il momento di prendersi cura dei propri genitori ormai anziani, fatichi ad elaborare la necessità di prepararsi al decesso di un genitore.

Traumatico: si riferisce alle situazioni in cui la coppia, che in precedenza ha raggiunto un funzionamento soddisfacente, subisce uno o più eventi a valenza traumatica, quali un esordio psicopatologico di uno dei membri o un decesso nelle famiglie di origine, una malattia, un tradimento, la perdita di un lavoro. Tali eventi, ancor più in quanto inaspettati, tendono ad avere un impatto emotivo molto difficile da gestire all’interno della coppia e rischiano di destabilizzare il sistema in modo prolungato. Spesso questi eventi rischiano di innescare comportamenti compensatori che concorrono, insieme all’evento traumatico a creare un nuovo equilibrio disadattivo all’interno della coppie, che potrà tornare a funzionare in modo soddisfacente solo dopo che le ricadute del trauma saranno state riassorbite. Alcuni esempi in merito possono essere una crisi coniugale a causa dell’incapacità di una persona ad offrire supporto al coniuge in occasione di un lutto, oppure l’instaurarsi di un clima emotivo difficilmente sostenibile cui concorre una patologia di uno dei membri della famiglia, clima emotivo che a sua volta rende estremamente proibitiva la gestione della terapia e l’ambiente di riferimento del familiare malato.

 

I diversi tipi di crisi presentate possono essere presenti contemporaneamente, anzi,essendo la coppia inserita in diversi sistemi complessi (famiglia allargata, lavoro, scuola) in cui le relazioni sono direttamente o meno interdipendenti le une dalle altre, non è raro che con il tempo una crisi tenda a cristallizzarsi, impattando sul funzionamento intero della coppia. Compito del clinico sarà dunque valutare quali elementi appaiano nucleari alla crisi, a cosa possano essere ricondotti e quale, tenuta in considerazione la storia degli individui e della coppia,  possa essere il modo migliore per porvi rimedio.

 

La psicoterapia di coppia mira a fornire un supporto in tutte quelle situazioni in cui la specificità del problema rimandi direttamente alla relazione coniugale, sia che il disagio si manifesti in difficoltà interne alla coppia, ad esempio nel mantenere o rinnovare un investimento adeguato sul coniuge, non limitato esclusivamente al suo ruolo di genitore (sia a livello affettivo che sessuale), sia che la problematica riguardi questioni che rimandano all’esterno della coppia, ad esempio la difficoltà nel preservarne i confini rispetto ad altri elementi che fanno parte del sistema sociale in cui la coppia è immersa (famiglie di origine, ambiente di lavoro, solo per citare i più importanti).

L’obiettivo dell’intervento, così come riteniamo opportuno interpretarlo a MilanoPsy, è l’esplorazione o la ricostruzione di modalità comunicative funzionali che consentano di tornare ad una storia di coppia condivisa, da cui sia possibile attingere per riattivare le potenzialità evolutive della coppia in crisi affinché possa affrontare in modo consapevole ed efficace le problematiche attuali.

 

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