Servizio DCA

Equipe

Dott.ssa Francesca Bergomi – psicologo e psicoterapeuta

Dott. Federico Fortunato – psicologo e psicoterapeuta

Dott. Mattia Resteghini – biologo nutrizionista

 

Filosofia di cura

Presso Milanopsy intendiamo i disturbi del comportamento alimentare come sintomi che evidenziano una sofferenza psicologica individuale della persona, oltre che uno stato di compromissione della qualità della vita lavorativa, sociale e famigliare.

Il lavoro terapeutico prevede che vi sia innanzitutto una comprensione del sintomo nella storia di vita del paziente e del significato adattivo assunto per lui nel contesto in cui si è generato. Un sintomo alimentare può rappresentare, ad esempio, una paura di crescita, una protezione dagli attacchi del mondo, una rassicurazione per una bassa stima di sé. Risulta necessario capire quale tra questi significati il sintomo assume per proporre alla persona un’alternativa di vita funzionale ai propri bisogni.

Dalla letteratura emerge che i sintomi alimentari hanno un’alta comorbidità con altri quadri psicopatologici (disturbi d’ansia e dell’umore). L’intervento quindi, a nostro avviso, dovrà tenere conto di un processo terapeutico globale che prenda in considerazione diversi aspetti della psiche del paziente e ponga attenzione alla sua qualità di vita.

 

Valutazione iniziale e percorso terapeutico

La prima visita presso il nostro Centro è condotta dallo psicologo, che valuta con il paziente la sua richiesta attraverso gli strumenti del colloquio clinico e di interviste semistrutturate per definire nello specifico la tipologia e l’intensità dei sintomi presentati.

I criteri diagnostici a cui ci affidiamo in questa fase fanno riferimento al DSM-5 (2015), manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali redatto dall’APA (American Psychiatric Association).

La nostra proposta di cura prevede una presa in carico multidisciplinare, che comprende anche valutazioni e interventi in area medica e nutrizionale. I dati in letteratura dimostrano che un approccio multidisciplinare integrato, con professionisti di diverse specialità (medici, psicoterapeuti e nutrizionisti) che lavorano a stretto contatto in un contesto di èquipe, è la strategia più efficace e validata per trattare un disturbo del comportamento alimentare.

Il lavoro del nutrizionista è caratterizzato dall’attenzione alla relazione, dalla collaborazione con il paziente e dalla continuità di incontri nel tempo. Le attività in questo ambito sono sempre concordate tra professionista e paziente, in una cornice contrattuale basata sulla reciprocità. Lo schema alimentare deriva quindi da accordi che il nutrizionista stabilisce con il paziente, attraverso dialogo e negoziazione, con estrema attenzione ad accogliere le paure e le fragilità che alcune fasi di lavoro possono far emergere.

L’etica che ci contraddistingue è quella dell’accoglienza, dell’assenza di giudizio e del lavoro costante in un contesto collaborativo e di rispetto per il paziente.

Il percorso psicoterapeutico prevede invece l’analisi della storia di vita del paziente e la comprensione della genesi dei sintomi come strumenti adattativi che in una particolare fase di vita hanno consentito di soddisfare alcuni bisogni psicologici. L’intervento è volto a comprendere e modificare quelle convinzioni copionali che portano la persona a ricorrere ripetutamente al sintomo per trovare una propria forma di equilibrio. Il processo ridecisionale adottato permette di attuare dei cambiamenti nel modo di percepire sé e gli altri, in modo da poter fare emergere autenticamente i bisogni e le risorse inespresse.

 

Obiettivi dell’intervento:

– Migliorare la qualità della vita e  il benessere individuale

– Aumentare la capacità di prendersi cura di sé

– Recuperare un buon funzionamento sociale e lavorativo

– Migliorare la propria autostima e autonomia

– Recuperare un approccio equilibrato con alimentazione e cibo